Parte 2a: Proprio lui, in cilindro, mantello e monocolo
Scritto da _Diane_ il 23 novembre 2008 18:42:28
Parte 2a: Proprio lui, in cilindro, mantello e monocolo
-Allora, perché non rispondi vecchio?-
E quindi, rieccomi qui. All’inizio della storia, quando siete arrivati voi… Conan mi sta puntando con i suoi aghi soporiferi, ed io faccio fatica ad ordinare alla mia bocca spalancata per la sorpresa.
I miei personaggi.
A casa mia.
Ehi, mi ha chiamato vecchio!
-Non sono vecchio!- Ribatto, portando le mani sui fianchi.
-Sì, allora lui ha diciassette anni…- Dice Heiji ridendo, indicando Conan.
-Hattori, lui ha diciassette anni!- Rispondo io, enfatizzando le parole.
-Ah già, è vero.-
Gomitata nelle parte basse da parte di Conan, al suo amico Heiji, che ora si sta contorcendo a terra.
-Così forse riuscirai a chiudere quella boccaccia larga che ti ritrovi!- Fu il commento ironico di Conan, prima di tornare a me.
-Dicevamo… Chi sei e cosa sai?-
Dopo un attimo di riflessione, feci fatica a non scoppiare a ridere.
-Chi sei, cosa fai… Ah, ah! Sembra uno scogli lingua!-
-Ora te la sciolgo io la lingua!- Conan mi stava guardando con un’espressione davvero maligna….
-Ehi ehi, non c’è bisogno di scaldarsi troppo! E comunque ti dico ciò che so…dunque.
Shinichi Kudo, altezza 1 metro e 74, nato il 4 Maggio, gruppo sanguigno B negativo, innamorato perso dell’amica d’infanzia Ran Mori, mai dichiarato anche dopo la trasformazione che ha subito, dopo aver incontrato uomini di una misteriosa organizzazione, sulla quale ora indaga come Conan Edogawa. Ah, da tutti soprannominato “il tonno”.
Heiji Hattori, 17 anni, nato il 15 Luglio, gruppo sanguigno 0, altezza un metro e 76. Lo contraddistingue un forte accento di Osaka, la città nella quale è nato e attualmente risiede. Anche lui ha un’amica d’infanzia, Kazuha Tayoama, alla quale ovviamente non ha mai dichiarato il suo amore.-
Alle mie parole segue un attimo di silenzio, nel quale anche Heiji che ancora è dolorante a terra per il calcio appena ricevuto alza di poco la testa per osservarmi, sbalordito. Dopo un secondo, mi ritrovo Conan pronto a sferrarmi un calcio con le sue scarpe speciali, mentre Hattori si è alzato e mi tiene la gola con un braccio.
-Parla, fai parte dell’organizzazione, vero?-
-Pensavi di ingannarci facilmente, farabutto…-
Non ci posso credere: mi scambiano per qualcuno dell’organizzazione!
Bhè, certo come biasimarli, so più io su di loro che nessun altro. Avrei potuto benissimo essere un qualcuno dell’organizzazione, fornito di schede dettagliatissime su di loro.
-Ragazzi lasciatemi, vi spiegherò tutto promesso!- Stavo dicendo, cercando di liberarmi dalla ferrea morsa di Heiji…
Quando qualcuno suonò il campanello. Sia io che i due ragazzi si fermarono e si girarono verso la porta…. Prima che Hattori non mi lasciò il collo, e si riavvicinò a Conan.
-Aspettavi visite, vecchio?- Questa volta si trattava di quell’impertinente di Heiji… Chiamarmi vecchio. Prima o poi gliela avrei fatta pagare.
-No baldi giovani, però è meglio che vi nascondiate.- Rispondo, calcando la parola giovani più del dovuto.
-Se volete, potete nascondervi dietro al divano, nella mia camera da letto oppure…-
-Ci nascondiamo e facciamo ciò che vogliamo, grrrazie.-
Dice in maniera decisamente poco gentile Conan, mentre seguito da Hattori passa dietro di me, ispezionando casa mia e cercando un posto nel quale nascondersi.
-Signor Aoyama, disturbo?-
Dice una voce proveniente da fuori la porta, dopo aver suonato una seconda ed una terza volta.
-Arrivo, arrivo!- Rispondo io, camminando verso l’ingresso di casa mia.
Prima di aprire, lancio uno sguardo indietro. Quei due teppisti non ci sono più, speriamo abbiano almeno conservato il cervello da grandi detective di cui li ho troppo generosamente dotati….
-Salve signor Aoyama!-
-Buongiorno a lei. Desidera?-
Alla mia porta c’è un poliziotto dall’aria poco distinta, un po’ sovrappeso e sulla sessantina. Che mi sta osservando da capo a piedi… meglio, più i piedi del capo.
-Nottataccia, eh?-
Non capisco da cosa l’ha dedotto… Poi guardo i miei vestiti. Indosso ancora il pigiama! E non un pigiama qualsiasi!! Quello con gli orsacchiotti che non usavo da anni…. Mi sento leggermente a disagio.
-Buongiorno a lei. Desidera?- Ripeto senza scompormi minimamente, passando una mano tra i capelli ribelli come per domarli, inutilmente.
-Deve sapere che la sua amica d’infanzia Minako, è… sparita. Noi crediamo sia stata rapita.- -Eh, cosa? Sta scherzando per caso, agente?-
La discussione della sera precedente affiora con forza… Il suo volto allegro e felice ora è nelle mani di spietati rapitori.
-No, non sto scherzando. Sono qui perché ho saputo che ieri sera la sua amica è venuta a trovarla molto tardi non si sa però perché. I suoi vicini non hanno saputo dircelo.-
-E’ venuta per questioni di… lavoro.-
Invento al momento, non sapendo come giustificare la sua visita improvvisa. In effetti, non sapevo perché fosse venuta, ne cosa volesse di preciso. -Queste questioni di lavoro sono durate un po’ troppo, signor Aoyama… I vicini affermano che non abbiano visto allontanarsi nessuno questa notte da casa sua.-
Scrollo la testa. –Impossibile, con questi miei occhi ho visto Minako uscire da casa mia, ieri sera!-
-Per questo motivo ho un mandato di perquisizione… Dovrei perquisire casa sua, se non le dispiace.-
Certo che mi dispiace! ho due personaggi creati da me, che non avrebbero neanche dovuto esistere, in giro per casa!! Come fa a non dispiacermi! Minako… Proprio a lei che ho rivelato la sensazionale fine di Detective Conan è… scomparsa?
-Dunque?- L’agente si sta spazientendo… Devo inventarmi qualcosa, anche se so bene che di fronte ad un mandato di perquisizione, è difficile resistere senza andare incontro a sanzioni penali….
-Ahah, ho la casa leggermente in disordine! Metto a posto un paio di cosette e sono da lei!-
Gli ho appena parlato con il sorriso sulle labbra. Appena chiudo la porta, la inchiavo ed il panico si impossessa di me. Sono accusato di sequestro di persona, chiudo la porta ad un agente di polizia dicendo che devo mettere a posto qualche cosetta! Altro, per sbattermi in gattabuia e gettare via la chiave?
-Ehi, ma che fa? Non aggravi la sua situazione, apra subito la porta!- L’agente non molla… Sono ancora con le spalle alla porta d’ingresso, mentre dal mio studio esce Conan. Ha sentito tutto, sulla sua faccia un’espressione piuttosto contratta…
-Quindi l’organizzazione rapisce pure la gente?! Ora non ho più dubbi.. devi essere un collega di Gin e Vodka.-
Argh, ma perché capitano tutte a me? Non c’è nessun Superman che venga a salvare i poveri disegnatori di manga, quando le proprie creature lo assalgono indicandolo come il cattivo di turno?
-Kudo, è meglio se vieni a vedere cosa abbiamo qui… O meglio chi.-
Hattori era spuntato da dietro ad una tenda, e stava osservando fuori dalla finestra, dalla quale si vede un deltaplano bianco.
-Salute giovani detective, le nostre strade si rincontrano eh?-
Un giovane fece il suo ingresso apparendo nel nulla, proprio nel mezzo della stanza, mentre stavamo osservando quel deltaplano alla finestra che… gli apparteneva.
-Non ci posso credere: anche tu, Kaito Kid!- Stavo dicendo, le lacrime agli occhi. Il giorno più bello della mia vita!
-Proprio io, in cilindro, mantello monocolo!- Rispondeva lui, con il suo solito sorriso beffardo che conosco fin troppo bene.
-Apra la porta, o saremo costretti a sfondarla! Mi ha sentito?!-
Sì, sarebbe stato il giorno più bello della mia vita… Se non fosse per il fatto che sto per essere etichettato come criminale.
-Sembra che vi serva una magia per scomparire…- Ride, Kaito.
-Non so come tu sia arrivato qui, ma sparirai da solo! Non si fugge davanti alla legge!- Invece Conan sbraita, guardando Kaito come fosse una bomba pronta ad esplodere.
-Caro il mio amicone, mi sa che anche noi saremmo costretti a fuggire di fronte alla legge! Ti dice nulla che siamo in un domicilio privato?- Aggiunge Heiji, osservando Conan e piegandosi un po’ verso di lui.
-Insomma, credi che dovremmo fuggire con lui?! Siamo messi così male?-
-Credo proprio di sì!- Dico io, mentre un forte rumore accompagna gli agenti che hanno fatto appena irruzione in casa mia, abbattendo la porta.
-Crede proprio di sì? Parlava del fatto che ora verrà arrestato?-
-Oppure il “grande” Gosho Aoyama parla da solo?- I due agenti stanno facendo ironia, ma che simpatici… Ehi, aspetta un momento! Loro non vedono i tre che ora sono in casa mia?
-Ma questi due qui non ci vedono?!- Heiji, prima un po’ preoccupato dagli uomini che hanno appena fatto irruzione in casa, ora si avvicina ad uno dei due, stando comunque un po’ attento.
-Non ci vedono né ci sentono!- Aggiunge sempre Hattori, facendogli una pernacchia in faccia. Lancio un’occhiata a Conan, che mormora qualcosa del tipo: “Come è possibile?”… Prima che Kaito prenda la parola e la scena.
-Peccato… Questi due qui si perderanno la mia prossima magia!-
Detto ciò, mentre Hattori tornava verso di noi, ci passa il suo mantello bianco davanti….
L’ultima cosa che sentii, fu un’imprecazione proprio da parte dei due poliziotti; eravamo sul serio spariti? Non lo sapevo.
Invece l’unica cosa certa di quel momento era che amavo Kaito Kid più di un Superman qualsiasi!
Attimi concitati di silenzio. Sento l’ombelico girare come quando Harry Potter prende per la prima volta la Passaporta, accidenti… Dovrò fare causa alla Rowling, prima o poi. Provare qualcosa di questo genere è molto peggiore di come lo descrive lei nei suoi dannatissimi libri! Poi, mentre sto cercando di orientarmi in tutto quel buio vorticoso, sento come se stessi cadendo. Atterro sul morbido, fortunatamente!
-Ohi… ahi… Oltre che vecchio, sei pure grassone!-
Dice una voce soffocata sotto di me… Che riconosco come quella di Conan.
-Non ti permetto di chiamarmi vecchio, figuriamoci grassone!!-
-Ouff… Ehi-ehi, quanto ci scaldiamo! Neanche fossi mio padre!-
-Sta proprio qui il punto…- Rispondo, prima di sentire la voce di Heiji.
-Smettetela subito, voi due! Non sappiamo dove ci ha portati quel maledetto di Kaito… A proposito, dov’è finito?-
Ad un tratto, le luci si accendono e ci metto un attimo a capire dove sono anzi… siamo finiti. Metto a fuoco il posto in qualche secondo, anche se Heiji sussulta per primo. Come mai? Lo scopro nell’attimo che riconosco gli uomini che ho davanti; uno è Kaito Kid, vestito completamente di nero. Nero?! Ma non era il bianco il colore che prediligeva?
Bhè, comunque qualcosa è spiegato dagli uomini che stanno in piedi al suo fianco, oltre le sbarre: si tratta inconfondibilmente di… Gin e Vodka?!
-Sbarre? Siamo in prigione?- Esterno questo pensiero che mi era passato nella mente, quasi involontariamente.
-Sono proprio sbarre. Si tratta di una prigione e io… sì, sono proprio Kaito Kid.-
La mia bocca rimane spalancata, mentre lui continua a parlare, il solito sorriso beffardo stampato sulle sue labbra.
-Proprio io, in cilindro, mantello e monocolo!-