Consigli e credits


Mini pixel iconsNo software patents
Powered by LinuxPowered by PHP
Powered by ApachePowered by MySQL
Made in ItalyZwahlenDesign

Utenti Online

· Ospiti Online: 1

· Iscritti Online: 0

· Totale iscritti: 1,196
· Il nuovo iscritto: Aila

Parte 3a: Tra amori nascosti & misteri celati

-Kaito Kid, ti ordino subito di liberarci!-
-Tu non comandi nessuno vecchio!-
-Ah, tu non sai chi sono io!-
Sto urlando da dentro le sbarre, da dentro quella gabbia in cui Kaito Kid ha appena rinchiuso me, il tonno ed il suo amico. Sto parlando proprio con colui che ci ha appena “ingabbiato”.
-A… Aspetta? Mi hai chiamato vecchio?-
-Sì, qualche problema vecchio?-
-Bhé, in questo senso Kid non ha tutti i torti, Hattori…- Conan non fa in tempo a bofonchiare qualcosa alle mie spalle, che si ritrova un mega bernoccolo sulla testa. Da parte mia.
-Ahia!- Strilla Conan, portandosi una mano sopra l’enorme montagna che ha ora in testa.
-Questo conferma che tu sei un vecchio, me lo faceva sempre anche Kogoro… Un altro vecchio!-
Sospiro, ormai privo di speranze. C’era qualcosa che poteva andare peggio?

-Kid, mi vuoi almeno spiegare cosa o chi ti ha fatto mettere dalla parte di questi farabutti?- Indico Gin e Vodka, al suo fianco. Gin prese per primo la parola.
-Lasciate stare il ragazzo. Ora sta dalla nostra parte!-
-Lascia stare tu, caro Gin… Vorrei rispondere alla domanda di questo signore…-
Ehi, mi ha chiamato solo signore!
-….vecchio signore.-
Ecco. Ci mancava.
-Io so tutto di te! Ti conosco meglio di chiunque altro e so che non ti metteresti mai con tipi come loro, Kaito Kid... O meglio, Kaito Kuroba.-
Kaito rimase colpito dal fatto che conoscevo la sua vera identità… Poi però fece la famosa “faccia da Poker”, ed infine tornò come al solito la sua espressione spavalda.
Ma solo per un secondo, nel quale sentivo i miei due sapientoni detective bisbigliare a bassa voce dietro di me. Non capisco cosa si stiano dicendo…
-Questo conferma solo la mia tesi, Gosho Aoyama.-
Abbassa il cappello con una mano, per celare lo sguardo e creare la suspance.
-Sai il mio nome?- Dico, incredulo…. Al suo fianco Gin e Vodka sorridono in maniera davvero sinistra: che gli abbiano fatto credere qualcosa di falso sul mio conto?
-Kaito, che fai!- In un impeto di rabbia, mi alzo ed afferro le sbarre della cella nella quale mi trovo. –Non lasciare che quelli ti facciano il lavaggio del cervello, capito? Qualsiasi cosa ti abbiano detto, è tutto falso!-

-So che tu ne sai qualcosa, della morte di mio padre.- Disse, freddamente.
-No, non è vero…- Bugia! Certo che so che fine ha fatto tuo padre… Però solo perché ho scritto io quel manga!
-Mio padre era un grande uomo. Il fatto che tu sappia chi sono davvero, non fa che confermare le mie ipotesi. Io non ti lascerò andare, finché non mi dirai che ne è stato di lui!-

Finisce la frase alzando la voce, ad un palmo dalla mia faccia. Riesco a vederne gli occhi, arrabbiati e furenti… Ehi, però… Mi fa l’occhiolino e sorride?? Poi se ne va, spostando il suo mantello nero. Scivolo tenendo le mani sulle sbarre, accasciandomi a terra. L’occhiolino me lo sarò sognato: Kaito Kid, il mio personaggio preferito ed al quale sono più legato, in combutta con questi tipi! Incredibile…

-Ehi, voi.-
Dice Vodka, facendo un cenno con la testa. Nessuno di noi tre risponde nulla, perciò continua a parlare.
-Tu, piccolo detective… O dovrei dire detective liceale Shinichi Kudo? Sappi che ciò che dovrai patire è molto peggio della morte. Per quanto riguarda il tuo amico dal Kansai, invece. Potrai scegliere tra due opzioni, ti verranno comunicate. Ed infine, tu…-
Mi osserva silenziosamente, prima di parlare.
-Farai bene a disegnare un paio di cosette per noi. Il finale di questa storia, così come ce lo ha raccontato la tua amichetta, non ci piace granché. Hai un’ora per decidere se collaborare, o vedere la tua Minako morta, signor Aoyama.-

Detto ciò, fa un cenno a Gin e si avviano insieme verso un corridoio buio lì vicino, sparendo nelle tenebre. Gin e Vodka nascondono qualcosa… Cosa significa che “devo disegnare”? Hanno rapito loro Minako? Sanno quel che faccio?

-Cosa significa che “devi disegnare”? Hanno rapito loro la tua amica Minako? Sanno quel che fai? Sarebbe così gentile da dircelo anche a noi?- Chiede Heiji, avvicinandosi a me. Eh, si vede troppo che sono le “mie creature”, arrivano persino a pensare come me…
-Ok ragazzi, vi racconto ciò che sono e faccio, anche se vi sembrerà incredibile.-
-Più incredibile di un bambino che in realtà è un liceale? Non penso.- Aggiunge Conan, sbuffando. E’ visibilmente preoccupato del fatto che abbiano scoperto la sua identità, anche se fa di tutto per nasconderlo.
-Certo, questo non è niente.- Aggiungo, prima di cominciare il mio racconto.

Sto finendo il mio racconto, mentre gli spiego chi sono, cosa faccio per vivere e perché so così tante cose su di loro, che… torna Gin, con in mano un mazzo di chiavi.
-Cosa avete da borbottare qui dentro?-
Mi ammutolisco subito. Però inaspettatamente, prende le chiavi che ha in mano ed apre la serratura, per poi entrare in quella piccola cella. Prima di fare qualsiasi altra cosa, tira fuori una pistola e la punta contro di noi.
-Non fate sciocchezze, o la pagherete cara. Mi serve soltanto… Lui.-
Sta indicando Conan, dietro di me. Gin mi passa davanti, afferra il braccio di Conan e sta per trascinarlo fuori… Quando il piccolo detective fa una mossa come per scappare. Gin si volta verso di lui per puntargli la pistola contro, però intanto gli cadono le chiavi di mano… Proprio davanti ad Hattori, che le prende in mano.
-Ehi, non fate scherzi! Dammi le chiavi subito, oppure il tuo amico qui fa una brutta fine.-
Gin preme la pistola sulla tempia di Conan, mentre Heiji obbedisce come un cagnolino. -Ok non c’è bisogno di scaldarsi… Le ho raccolte per ridartele, cosa credi?-
Gin lo guarda storto, prima di dare un calcio ad Hattori nelle sue parti basse… Il detective di Osaka si raggomitola in un angolo della stanza, gemendo.
-Non avete la minima idea di cosa ti succederà, piccolo.- Dice ridendo Gin, trascinandosi dietro Conan che mi guarda con aria sicura. E’ contento di andarsene senza neanche aver potuto combattere?! Che uomo che ho creato…
Mi giro verso Heiji, ancora a terra.

-Ehi, è già la seconda volta che ti trovi a terra mezzo morto dopo un calcio preciso in quel punto!- Dico, ironizzando la situazione.
-Ahia ahia… Cosa dici? Se fosse la seconda volta che fossi in queste condizioni, sarei già morto, mannaggia che dolore…-
Eh? Ci sono un paio di cose che non mi tornano di Hattori, in questo momento. La prima è che non parla con l’accento tipico che lo contraddistingue, mentre la seconda…
-Non ti ho chiamato “vecchio”, l’hai notato vero? Ebbene, questo è perché non sono Heiji Hattori, bensì…-
Si è rimesso seduto, e mi si è avvicinato all’orecchio e sfilò dalla tasca un monocolo che si posizionò sull’occhio e che riconobbi subito…
-Kaito Kuroba, o kaito Kid. Per te è lo stesso, suppongo… E poi non ti chiamerei mai vecchio. Poteva chiamarti così solo quel mezzo-detective con il quale ho scambiato il ruolo.-
-Tu ti sei scambiato con Hattori?? Perché??-
-Storia non lunghissima. Come ben sai, è molto tempo che sono sulle tracce degli assassini di mio padre… Ed infine ho trovato loro. Bhè, non solo loro a dire il vero, ho trovato anche te.
Non ti so spiegare come ti abbia trovato, ma il fatto è che ti ho spiato a lungo, non capivo perché avessi tante informazioni su di me e sui due detective, anzi pensavo avessi ucciso tu mio padre… Fino a che ho scoperto tutto. Però era troppo tardi, avevo già raccontato all’organizzazione, che avevo cominciato a frequentare per capire come funzionasse, che esisteva un uomo che disegnava noi e alcune nostre storie, e che poteva essere pericoloso… Lo so, ho commesso uno sbaglio. Ad ogni modo… Quando scoprii che tu non centravi nulla con mio padre, che i veri assassini erano proprio gli uomini che mi avevano abbindolato con le loro belle parole –l’organizzazione che ha anche rimpicciolito Shinichi-, rimasi comunque al suo interno per spiare le loro mosse. Però volevo saperne di più, e non avrei potuto farcela da solo.
Perciò convinsi l’organizzazione a rapirti… Prima però, sentii che correva voce che Gosho Aoyama avesse completato la sua opera, Detective Conan! Conosco tutto di te, e visto che sono abile coi rapimenti… Per conto dell’organizzazione mi presentai alla porta di casa tua, per sapere il finale della storia. Tu me l’hai raccontato è vero, ma la versione che conosce l’organizzazione non è quella vera… Me la sono inventata di sana pianta. Ho mandato un biglietto con la vincita di una vacanza alle Maldive alla tua vera amica Minako, che subito è partita. Ecco spiegati i poliziotti davanti a casa tua. E i tuoi vicini non hanno visto la falsa Minako allontanarsi perché in realtà mi ero appostato in casa tua. Poi sai tutto, a parte il fatto che quando vi ho portato qui dentro, tu eri svenuto mentre Conan ed Heiji erano svenuti. Per agire indisturbato, inizialmente avevo pensato di sostituirmi a te… Ma non abbiamo proprio la stessa corporatura. Shinichi è un bambino, quindi dopo aver raccontato il mio piano ad Hattori e Conan, il detective di Osaka decise di aiutarmi… creando questo effetto a sorpresa.-

-Qual è esattamente il tuo piano?-

-Evadere di qui e fare saltare in aria l’intero palazzo sotterraneo nel quale ci troviamo.-

-Eh?!- Sotterraneo a cosa?

Non ebbi il tempo di dire altro, che Kaito travestito da Hattori tirò fuori una copia esatta della chiave che Gin prima aveva in mano. Come poteva avercela? Ah, ma certo!

-Avevamo intuito che il primo che avrebbero preso sarebbe stato Conan. Perciò gli ho chiesto di fare cadere accidentalmente le chiavi di mano, in modo da doppiare quella che apriva questa cella… con un piccolo movimento delle mani!-
Kaito aprì la porta silenziosamente, sorridendomi soddisfatto.
-E per la voce di Hattori? Perché non parlava con l’accento del Kansai?- Chiesi, curioso. -Potere al papillon cambia voce.- Disse, sempre sorridendo.
-Kaito, io… ti amo!-

Sulla faccia di Kaito è sparito il sorriso, per inarquare un sopracciglio e guardarmi di sottechi. -Non c’è tempo per dichiarazioni amorose.-
-No, davvero! Fatti baciare!- Sono davvero euforico di avere creato un genio come lui! Mi ci butto praticamente sopra.
-Ehi, che schifo! Sei pazzo? Ahhhh!!-

Questo pezzo è stato censurato per la presenza di scene troppo sconvolgenti, non adatte ai lettori sprovvisti di un profondo senso dell’umorismo!

Oh. E’ arrivata pure la censura! Bhè, poco importa.. Dopo queste scene con troppe effusioni d’amore, è meglio tornare alla storia che vi sto raccontando.
Subito dopo che uscimmo di soppiatto dalla cella, sentimmo delle grida giungere da una stanza aperta, in fondo al lungo ed oscuro corridoio. Kaito (ancora un po’ sconvolto, devo dirlo!) mi faceva strada, camminando lentamente, senza fare rumore.
-Ahhhhhhhh!! L-Lasciatemi stare, q-questo volevate dire q-quando di-dicevato di voler-mi s-studiare? Che e-esseri ignobili!-
Era la voce di Conan! Chissà quali atroci sofferenze gli staranno causando… Poi sentii meglio la sua voce. Stava ridendo?
Sbirciai di più. Conan era legato ad un tavolo senza maglia ne calze, mentre… Mentre Gin gli faceva il solletico con una piuma!
-Test uno, resistenza al solletico: negativa. Passo ora al secondo test: resistenza al peperoncino piccante.-
Dovetti trattenermi non poco dal morire dal ridere; erano questi i pericolosissimi test al quale avrebbero dovuto sottoporre Conan? Anche Kaito, al mio fianco, sembrava voler scoppiare a ridere da un momento all’altro.
Proprio allora, si aprì una porta dall’altra parte della stanza ed entrò proprio.. Hattori nei panni di kaito Kid! Nemmeno io ero riuscito a riconoscere Heiji, Kaito era un mago molto grande nei travestimenti.

-Ordini del capo, ti vuole al piano superiore. Qui continuo io l’esperimento.-
Hattori dopo aver detto queste parole con la voce di Kid, consegna un foglio a Gin che lo legge velocemente, prima di metterlo in tasca ed uscire dalla stanza, facendo un cenno d’assenso. Rimangono Conan ed Hattori nella stanza.

-Certo che potevi metterci meno tempo a venirmi a salvare, scemo! Mi stavano facendo morire dalle risate, letteralmente!-
-Cretino, credi che mi divertissi di là?? Sai che i due “fratellini” Gin e Vodka sono anche un po’ gay, ed ho dovuto, per così dire, intrattenere Vodka??- La faccia di Hattori era visibilmente rossa, proprio mentre io e Kaito entravamo nella stanza. Io ridendo a crepapelle, lui restando in silenzio.

-Heiji, come ti capisco…- Stava alludendo a me? Non riesco a chiederglielo o a picchiarlo, che partono degli allarmi a ripetizione.

-Siamo stati scoperti!, dannazione!-
Hattori, ancora travestito da Kaito, commenta senza battere ciglio.
-Ma vaaa, probabilmente sono i superiori di Gin e Vodka che li stanno cercando per eccesso di “effusioni in pubblico”!- Ride il detective di Osaka.
-Ma sei fuori di testa, Heij…-
Non faccio in tempo af finire di pronunciare la frase, che Gin e Vodka aprono la porta, entrando nella stanza a grande velocità.

-Siamo stufi di non potere dichiarare il nostro amore! L’organizzazione e le sue stupide regole… Niente relazioni sul lavoro! Perciò… fuggiamo con voi.-
Per la seconda volta, non faccio in tempo a rimanere sorpreso, che Kaito parla di già, azionando un pulsante di un telecomando che ha appena tirato fuori dai pantaloni.
-Ok, andiamo via subito! Ho già azionato le bombe che ho piazzato in giro per la base, tra poco tutto esploderà, quindi propongo di andare via al più presto, amici!- Commentò Kaito, aprendo un’altra porta e facendoci strada, per uscire da quella stramaledettissima base.
-Ehi, non lasciatemi quii!- Urla Conan, prima che io tornassi indietro a slegarlo dal tavolo al quale era legato. Prima di fuggire via da quel posto….

Commenti

Non sono stati scritti commenti

Scrivi commento

Per favore loggati per poter scrivere un commento

Voti

L'assegnazione di un voto è possibile solo se si è utenti registrati.

Per favore loggati o registrati.

Nessun voto pervenuto
Tempo rendering: 0.03 secondi!
5,742,106 visite uniche